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Ti piace il tuo lavoro? Italia ultima per tasso di engagement

Secondo uno studio solo ad piccola percentuale piace il proprio lavoro mentre abbondano i no e il senso di insoddisfazione.

Se si considera che si passa al lavoro tanti anni della propria vita e che spesso i datori ci conoscono più dei familiari per il tempo passato in ufficio vien da sé pensare che non è così scontata la risposta a questa domanda. Il rapporto in questione indaga sulla domanda succitata e tiene in considerazione 155 paesi del mondo. Come spesso accade quando parliamo di lavoro, l’Italia si trova agli ultimi posti per tasso di «engagement» ossia il coinvolgimento dei lavoratori.

Si tratta di un fattore importante che vuole rappresentare un pò lo stato mentale di chi lavora, la voglia di fare, il coinvolgimento, l’entusiasmo, ma anche la soddisfazione sul posto di lavoro. Nel nostro paese il tasso di «engagement» è basso, anzi la maggior parte dei lavoratori tendono a non essere affatto soddisfatti del proprio mestiere: il 30% si sente disimpegnato con poca motivazione e voglia di fare. Da qui si spiegherebbe, come cita anche il rapporto, il motivo per cui “la produttività in molti paesi europei non sia ancora tornata ai tassi di crescita visti prima della crisi finanziaria globale”. Servirebbe, dunque, un nuovo modo di approcciarsi e strumenti per aiutare i lavoratori a interagire meglio con chi li circonda anche perché i costi economici di questa tendenza dei lavoratori a non sentirsi soddisfatti, inutili e dunque meno produttivi causa dei problemi molto importanti alle aziende in termini di spese e produttività.
Le cause maggiori

Alcuni studi passati avevano già dimostrato come i lavoratori italiani si sentissero demotivati nel proprio lavoro. Tra le cause maggiori la bassa retribuzione, la rigidità negli orari, un ambiente di lavoro poco salutare, l’instabilità contrattuale e l’assenza di benefit. Se questi sono i problemi principali per chi lavora non è da escludere che tra le altre motivazioni vi sia la sensazione di essere “trascurati” o non abbastanza esaltati, si tratta di sentimenti comuni in molti individui.
I fatti sembrano confermare questo trend all’insoddisfazione da parte di chi un lavoro ce l’ha, dall’altra parte ci sono sempre coloro che invece lottano per un posto di lavoro, senza garanzie e senza futuro.

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Articolo tratto da INVESTIRE OGGI

Autore: , pubblicato il

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